Preoccupazione per l’isolamento della stampa italiana in Europa

Parigi, 9 giugno 2019 – In occasione della XVI Assemblea generale l’associazione giornalistica europea ClubMediaItalie - che raccoglie professionisti e pubblicisti italiani operanti nell’Europa francofona - esprime la sua profonda preoccupazione per il degradarsi dell’immagine dell’Italia all’estero dovuta anche all’incertezza sulla progettualità italiana nel settore internazionale dei media che traballa fra il futuro della lingua italiana di Euronews, l'annunciato canale RAI in lingua inglese, la rarefazione degli uffici di corrispondenza dei giornali, per non parlare della chiusura della radio di lingua italiana a Lione, Grenoble e Chambéry.

ClubMediaItalie ringrazia la sensibilità della FNSI che da anni ha compreso l’importanza della missione dell’associazione a difesa del giornalismo italiano di qualità e che opera per il dialogo virtuoso col mondo giornalistico europeo.

Per ClubMediaItalie, già ClubMediaFrance, l’interscambio fra l’Italia e l’Europa non passa solo dai movimenti dei capitali, delle fusioni societarie e dai trattati ma s’iscrive prima di tutto in una informazione efficace che dia respiro ad un giornalismo compiutamente continentale cioè l’unica vera base per far ripartire l’Europa.

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CHI SIAMO

Andrea Barolini - Segretario

Giornalista professionista dal 2006, vive a Grenoble (Francia) dal 2011. È coautore del documentario Un jour en Italie, andato in onda sull’emittente franco-tedesca Arte e ha collaborato alla collana di documentari Déchiffrage sull’economia.

Collabora da anni - tra gli altri - con la testata italiana di economia sociale e finanza etica Valori, con i giornali online Lifegate e Reporterre, con l’agenzia di stampa svizzera AllTheContent. Reporter esperto di economia e ambiente, ha seguito negli ultimi anni i grandi eventi delle Nazioni Unite in materia di cambiamenti climatici.

P.A. Valenti, discorso Parigi 2015

Libia, Anatomia di un crimine

Ecco la storia di un film che non avrebbe dovuto esistere. Dalla caduta di Gheddafi, il dittatore del deserto, la Libia è una polveriera. Finito il vecchio regime ecco due stati che si fanno la guerra. Centinaia di milizie armate rapiscono, ricattano, torturano e violentano.

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Edito

  • Sassi dal cavalca odio

    Ferragosto 2019, vento di elezioni. Paolo mi chiede di scrivere un pezzo su … Con questo caldo? Paolo, per favore; parliamo d’altro. Il taglio del numero dei parlamentari, per esempio. A cosa serve? Anche se rimanessero solo 12 parlamentari incluso il

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