Sassi dal cavalca odio

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Ferragosto 2019, vento di elezioni. Paolo mi chiede di scrivere un pezzo su …

Con questo caldo? Paolo, per favore; parliamo d’altro.

Il taglio del numero dei parlamentari, per esempio. A cosa serve? Anche se rimanessero solo 12 parlamentari incluso il traditore, saremmo comunque martellati ogni giorno dal rutto di questo e dall’invettiva di quest’altro: si chiama radiocronaca parlamentare.

Io non credo, assolutamente non credo che quella gente lanci solo rutti; sarebbe come dire che i calciatori fanno solo goal. Né penso che i più civili pronuncino solo un mezzo tweet. Una frase breve, a fetta di salame tra due frasi lunghe del giornalista, non può rendere l’opinione di un politico, per scarso che sia. La dizione professionale arriva alla fine del servizio: « …dellariformaperlaraidamontecitorio, Si-gis-mon-do Fran-co-li-ni ». Sai bene, caro Paolo, che la forma è contenuto, che il mezzo è il messaggio. Quei messaggini, spacciati per Notizie dal Parlamento, sono i selfie del giornalista parlamentare. A volte sono pizzini, e non dico altro.

La politica è in crisi? Oppure il giornalismo è alla frutta? La seconda, per me. Arrivo così ad una proposta, romana: la decimazione. Per ogni cento parlamentari che si tagliano, dieci giornalisti parlamentari si occuperanno di cose serie, di crisi serie.

In Italia non mancano. Non se ne parla, ma non per questo spariscono. I sassi non cadono più dal cavalcavia, se non se ne parla per un po’, ma non spariscono i ragazzotti scemi. Si trovano altri passatempi, danno fuoco ad un barbone, cioè ad un senzatetto padre divorziato rovinato da un giudice, o a un senzatetto immigrato rovinato da …

  • Da chi?

Dai Paolo, non fare il furbo, lo sai. I giornali ci campano, le televisioni ci campano. Vediamo un esempio, senza fare nomi. Solo un cognome: Gruber. Mi piace la Gruber, ma trovo che ha una bella faccia tosta a sputare nel piatto che ha cucinato prima di servircelo ogni sera a Otto e mezzo. Quel tipaccio dalla faccia sospetta, levantina, che sarebbe fermato da ogni volante di Carabinieri se non viaggiasse in macchina blu anche per andare al mare, quel cantante di karaoke non sarebbe nessuno, senza la sua miglior nemica. Ogni sera lo ha ricevuto nel suo salotto … no, le metafore si logorano. Quello non era più un salotto; due anni fa è diventato un ponte sull’autostrada Italia. Ogni sera, quel figuro mal rasato buttava sassi da un cavalca odio costruito ed offerto da una giornalista televisiva.

E mi chiedi di scrivere un pezzo su …?! Paolo, per favore. Che mi hai preso per la Lilli?

Va be’, lo so, non si può parlare male del giornalismo in generale, e quella giornalista non è peggio degli altri, anzi. Allora con chi ce la dobbiamo prendere? Solo con …?

Grazie della fiducia, caro Paolo, ma scrivilo tu quel pezzo: sei tu il giornalista.

Jean Santilli

https://independent.academia.edu/JeanSantilli

Edito

  • Sassi dal cavalca odio

    Ferragosto 2019, vento di elezioni. Paolo mi chiede di scrivere un pezzo su … Con questo caldo? Paolo, per favore; parliamo d’altro. Il taglio del numero dei parlamentari, per esempio. A cosa serve? Anche se rimanessero solo 12 parlamentari incluso il

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