ovvero Le bordate di Trump contro le giornaliste
Silenzio porcellina, Sei brutta dentro e fuori, Sei la solita stupida e cattiva, Non so nemmeno perché ti abbiano assunta, Fai domande solo perché sei una stupida, Sei una pessima persona, Giornalista di terz’ordine, una delle peggiori del settore. E poi ancora cagna, sciatta, grasso maiale. I rapporti di Donald Trump con la stampa non asservita non sono mai stati idilliaci, è vero, ma adesso hanno sbandato, hanno passato tutti i limiti della decenza. Si tratta di veri e propri attacchi ad personam rivolti, guarda caso, esclusivamente a giornaliste. Ma cosa si può pretendere da un tipo condannato per aggressione sessuale nei confronti di una scrittrice (e averla poi pure diffamata), misogino e mascolinista convinto – non è lui che aveva detto che le donne vanno “afferrate per la vagina”? – da un uomo che si ritrova citato migliaia di volte nei file del caso Epstein, ci si aspetta forse un comportamento fair play con le nostre colleghe d’Oltremanica?
Le bordate alle giornaliste erano iniziate già quando Trump si era candidato per la prima volta alla presidenza degli Stati Uniti. Il suo scontro con Megyn Kelly che all’epoca lavorava per Fox News, un’emittente televisiva non proprio di sinistra, lo portò a dire che “le usciva sangue dagli occhi, sangue da tutte le parti”, facendo galantemente riferimento alle mestruazioni. Per poi aggiungere su Fox News: “Non credo che sia brava in quello che fa. È molto sopravvalutata”.
Nel novembre 2018 i suoi insulti furono rivolti a tre giornaliste di colore: Abby Phillips e April Ryan, ambedue della CNN e Yamiche Alcindor della PBS News. La prima fu messa a tacere per la sua “domanda stupida”, la seconda perché una loser, una perdente, “che non sa cosa diavolo sta facendo” e Alcindor per aver posto “una domanda minacciosa”, quando aveva semplicemente chiesto perché avesse chiuso gli uffici che si occupavano di pandemie durante il coronavirus.
Ma il peggio doveva ancora venire, ed è arrivato puntualmente con il secondo mandato del tycoon ossigenato. La sua bestia nera è la giornalista Kaitlan Collins della CNN. Ottima e seria professionista si è sentita dare, agli inizi di dicembre 2025 della “solita stupida e cattiva” quando gli ha chiesto come mai, rispetto al preventivo, fossero aumentati i costi della faraonica sala da ballo della Casa Bianca. Al sessista Trump non piace neppure che Collins non sorrida quando pone le sue domande e allora, quando lei gli chiese informazioni sugli Epstein-file e sulla giustizia per le vittime del predatore sessuale, il presidente USA si è scatenato definendola “la peggiore giornalista”, affermando che i bassi ascolti della CNN sono dovuti proprio a lei dimenticando che il programma che Collins conduce, The Source, è spesso uno dei notiziari più seguiti dell’emittente.
Il linguaggio infantile e degradante di Trump ha raggiunto il suo parossismo il 14 novembre 2025 sull’Air Force One quando a Catherine Lucey, che stava cercando di chiedergli informazioni sui documenti di Epstein – argomento che evidentemente lo fa andare fuori dai gangheri – Trump interrompendola le gridò: “Taci! Silenzio porcellina”.
Si potrebbe continuare così per pagine e pagine, ma senza soffermarsi troppo sulle bullizzate Karen Trevers della CBS (“Ho fatto un test cognitivo e l’ho superato brillantemente, cosa che lei sarebbe incapace di fare”, dicembre 2025), Nancy Cordes anche lei della CBS News (“Fai domande solo perché sei una persona stupida”, 27 novembre 2025) e Weijia Jiang (“Sei una persona che bercia, lascia far domande agli altri”, 30 gennaio 2026) vanno menzionate però ancora due sintomatiche sbraitate del raffinato signore. Quella con Mary Bruce, quando lei chiese a Mohammed bin Salman, in una conferenza stampa congiunta con Trump il 18 novembre 2025, conti sull’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi avvenuto nel 2018. “Sei una persona orribile e una pessima giornalista. Per chi lavori? Per chi lavori?” E quando la corrispondente capo dell’ABC News alla Casa Bianca diede le sue generalità, Trump sbottò: “Fake News. Fake News di ABC, una delle peggiori emittenti del settore”. Il presidente riuscì poi a definire le domande di Bruce “orribili” e “insubordinate” prima di suggerire che l’accredito di ABC potesse essere revocato.
La seconda performance da citare è quella con la giornalista veterana del New York Times Katie Rogers, colpevole di aver scritto un articolo nel quale trattava della salute, dell’età e degli apparenti “segni di stanchezza” del presidente. Il 26 novembre, davanti a tutti i suoi colleghi riuniti in conferenza stampa, The Donald la definì “una giornalista di terz’ordine, brutta dentro e fuori”.
Giorgia Meloni, proprio a Trump disse nell’agosto dell’anno scorso: “Io non voglio mai parlare con la stampa italiana. Meglio non prendere domande”. E allora cosa è peggio in queste democrazie ormai malate: insultare in maniera scorretta e volgare le giornaliste o rispondere per monosillabi, monologhi ed evitare qualsiasi confronto con la stampa, insulto, questo, a tutta la professione?
FRANCESCO RAPAZZINI