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Una vita per la cultura

Quest’anno festeggio i miei 44 anni di carriera. Era il 1980, quando ho mosso i primi passi nella cultura e, ad oggi, posso dire che il viaggio in cui, senza nessuna contezza dei risultati futuri, mi imbarcavo mi ha portato, come in un’Odissea contemporanea, a toccare mete tutte diverse, esplorare paesi sempre nuovi e ad essere coinvolta in avventure tra le più disparate.

Sono molteplici e diversi gli ambiti in cui mi sono mossa, ma se c’è un fil rouge a tenere insieme tutte queste esperienze e ambiti di lavoro, quello è sicuramente il vasto e complesso mondo della cultura.

L’idea di fare della cultura italiana, del suo patrimonio linguistico, artistico, musicale, culinario, storico e paesaggistico un oggetto di conoscenza, studio e apprezzamento da quante più persone possibili è stato il cuore di questi lunghi anni di lavoro ed il motore che mi ha spinta a navigare in acque sempre nuove.

Non che tutto sia nato immediatamente e in modo scontato.

Benché non abbia nessuna intenzione di rivelarvi la mia età, sappiate che l’essere ragazza quando io lo ero, non era per default associabile alla carriera. Nonostante l’apertura mentale della mia famiglia, un diploma magistrale e la laurea quadriennale in materie letterarie erano più che sufficienti per lavorare come insegnante e ritenersi emancipate!!!

Non che io abbia fatto delle battaglie femministe il fulcro del mio impegno, ma ho ritenuto di non fermarmi, impegnarmi, formami, andare avanti a piccoli passi per sporgere sempre lo sguardo e vedere cosa potesse esserci oltre.

Così mentre insegnavo lettere nelle scuole medie di Roma, ho preso un Master in Biblioteconomia e mi sono iscritta all’Ordine dei giornalisti, pubblicando in varie riviste. Così, sono approdata in Rai dove redigevo testi per trasmissioni culturali e turistiche. Fino ad entrare, con concorso pubblico al Ministero dei Beni Culturali nel 1985.

Fino a questo momento mi ero mossa in ambito nazionale e, direi addirittura cittadino, vivendo io a Roma dove televisione, ministeri e cultura sono il tessuto sociale intorno al quale ruota la vita.

Con l’entrata in Ministero però, mi si sono aperte porte inesplorate cominciando ad occuparmi dell’esposizione dei libri italiani all’estero presso la Direzione Generale dei Libri e delle Biblioteche del Ministero dei Beni Culturali. Da qui sono cominciati i viaggi esteri che, al di là di quelli privati, mi permettevano di esplorare il mondo.

Così fino al 2000 ho avuto occasione di destreggiarmi tra eventi, mostre, programmi culturali di ogni genere per promuovere e celebrare la cultura italiana.

Dal lì in poi il mio impegno è stato rivolto specialmente agli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa.

Il Consiglio d’Europa è la principale Organizzazione internazionale di difesa dei diritti umani in Europa. Fondato il 5 maggio 1949 con il trattato di Londra, conta ad oggi 46 Stati membri, tra cui i 27 membri dell’Unione Europea. Per questo motivo, è detta l’organizzazione “più europea” in termini di rappresentatività.

Secondo l’articolo 1 del suo statuto: “Il Consiglio d’Europa ha lo scopo d’attuare un’unione più stretta fra i Membri per tutelare e promuovere gli ideali e i principi che sono loro comune patrimonio e per favorire il loro progresso economico e sociale”.

Questo scopo dovrà essere perseguito attraverso gli organi del Consiglio con la discussione di questioni di interesse comune e mediante accordi e azioni collettive in materia economica, sociale, culturale, scientifica, giuridica, amministrativa e nel mantenimento e ulteriore realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Da non confondere: 1. Consiglio d’Europa quale Organizzazione internazionale, con sede a Strasburgo, che riunisce 47 paesi democratici europei. La sua missione è quella di promuovere la democrazia e di proteggere i diritti umani e lo stato di diritto in Europa; 2. Consiglio europeo quale Istituzione dell’Unione europea, composta dai capi di Stato e di governo degli Stati membri e dal Presidente della Commissione europea, volta alla pianificazione delle politiche comunitarie; 3. Unione europea (UE), l’UE annovera, ad oggi, 27 Stati membri che hanno delegato parte della loro sovranità al fine di consentire di prendere decisioni democratiche a livello comunitario su questioni di interesse comune. Nessun paese ha mai aderito all’UE senza prima aver fatto parte in quanto membro del Consiglio d’Europa; 4. Corte europea dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo è il solo organo autenticamente giudiziario istituito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. È composta da un giudice per ogni Stato Parte della Convenzione e garantisce, in ultima istanza, il rispetto, da parte degli Stati contraenti, degli obblighi derivanti dalla Convenzione. A partire da novembre 1998, la Corte funziona su base permanente; 5. Corte internazionale di giustizia, quale Organo giudiziario delle Nazioni Unite, con sede all’Aia; 6. Corte di giustizia dell’Unione europea, con sede a Lussemburgo garantisce il rispetto delle norme di diritto comunitario, nonché l’interpretazione e l’applicazione dei trattati che istituiscono l’Unione europea.

Tra gli obiettivi principali del Consiglio d’Europa, la cultura gioca un ruolo fondamentale per promuovere i diritti umani, la pratica della democrazia e dello Stato di diritto. Tutto ciò tradotto in politica culturale, una forte governance attraverso trasparenza e partecipazione, identità e dialogo interculturale, mirando a una vita rispettosa e tollerante, nell’ attuale mondo globalizzato. Tra le attuali priorità dell’attività del Consiglio d’Europa c’è la “Cultura e la Digitalizzazione”; gli “Indicatori di Cultura e Democrazia”; il “Compendio delle Politiche Culturali e Trends in Europa”. Ma vi sono altri importanti programmi come gli “Itinerari Culturali”, le “Città interculturali” e “Giornate Europee del Patrimonio”.

1.2. Gli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa

Il programma degli Itinerari Culturali è stato avviato dal Consiglio d’Europa nel 1987 con la Dichiarazione di Santiago de Compostela. Gli Itinerari Culturali mettono in pratica i principi fondamentali del Consiglio d’Europa: diritti umani, democrazia culturale, diversità e identità culturali, dialogo, scambio reciproco e arricchimento attraverso confini e secoli.

Tramite questo programma, il Consiglio d’Europa offre un modello di gestione culturale e turistica transnazionale e favorisce sinergie tra autorità nazionali, regionali e locali e un’ampia gamma di associazioni e attori socioeconomici.

Un Itinerario Culturale è inteso come progetto di cooperazione turistica, patrimonio educativo e culturale finalizzato allo sviluppo e alla promozione di un percorso o di una serie di percorsi basati su un cammino storico, un concetto culturale, una figura o un fenomeno di rilevanza transnazionale e significativo per la comprensione e il rispetto dei valori europei comuni. Gli Itinerari consentono inoltre di illustrare concretamente i valori fondamentali del Consiglio d’Europa: diritti umani, democrazia culturale, diversità e identità culturale europea, dialogo, scambio e arricchimento reciproco, oltre i confini e secoli.

I Paesi Membri dell’Accordo Parziale al 10/01/2024 sono 40. Paesi Bassi ed Estonia sono, per adesso, paesi osservatori. Tra gli obbiettivi quello di promuovere il patrimonio e l’identità culturale europea, rafforzare la dimensione democratica degli scambi culturali e del turismo, lo sviluppo delle PMI, attraverso il coinvolgimento di enti locali e regionali, reti di base, associazioni, università, organizzazioni professionali. Nel 2013 l’Accordo Parziale Allargato è stato rinnovato e rafforzato attraverso due risoluzioni emblematiche: Risoluzione CM/Res(2013)66: Conferma la creazione dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali; Risoluzione CM/Res(2013)67: Rivede le regole per l’assegnazione della certificazione «Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa».

I principali obbiettivi degli Itinerari Culturali sono: 1. Promuovere la consapevolezza di un’identità culturale europea e della cittadinanza europea; 2. Promuovere il dialogo interculturale e interreligioso attraverso una migliore comprensione della storia europea; 3. Salvaguardare il patrimonio per il miglioramento dell’ambiente di vita e lo sviluppo sociale, economico e culturale; 4. Dare un posto d’onore al turismo culturale, in un’ottica di sviluppo sostenibile.

I temi sviluppati devono soddisfare tutti i seguenti criteri di ammissibilità: 1. Il tema deve essere rappresentativo dei valori europei ed essere comune ad almeno tre paesi europei; 2. Il tema deve essere oggetto di ricerca e sviluppo condotto da gruppi di esperti multidisciplinari di diverse regioni d’Europa, al fine di illustrare questo tema attraverso azioni e progetti basati su un argomento comune; 3. Il tema deve essere rappresentativo della memoria, della storia e del patrimonio europei e contribuire oggi all’interpretazione della diversità dell’Europa; 4. Il tema dovrebbe prestarsi agli scambi culturali ed educativi per i giovani e quindi rispondere alle riflessioni e alle preoccupazioni del Consiglio d’Europa in questi settori; 5. Il tema dovrebbe consentire lo sviluppo di iniziative e progetti esemplari e innovativi nei settori del turismo culturale e dello sviluppo sostenibile; 6. Il tema dovrebbe consentire lo sviluppo di prodotti turistici in collaborazione con operatori turistici, prodotti destinati a un pubblico diverso, compreso il pubblico scolastico.

Nel 2024 si contano 48 Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa di cui 32 passanti per l’Italia.

Roberta Alberotanza

Itinerari de "El legado andalusí"

Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa

Itinerari europei dell'imperatore Carlo V

Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa

Cammini dell'arte rupestre preistorica

Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa

Via Romea Germanica

Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa

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