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la presse à Gaza volontairement ciblée par Israel

Basel Adra sa che tornato a Masafer Yatta troverà la situazione che ha lasciato

Il regista e attivista palestinese, Oscar per il film “No other land”, è stato in Italia. Un’occasione per richiamare l’attenzione anche su ciò che sta intorno al presunto “accordo di pace” : dal 7 ottobre 2023 in Cisgiordania ci sono stati mille morti, dall’inizio dell’anno 13 persone sono state uccise dai coloni, tutti ancora liberi. “Quando vogliono possono prendere un aereo, venire a Roma in vacanza e poi tornare e uccidere ancora. Non si sta facendo niente contro questi criminali. I vostri governi sono complici”

Da Vinci Vitruve

Giornalismo: territorio e crollo di un mito

Questo intervento del 2 settembre 2025, presso l’Università Cattolica di Lione, avvalora una serie di teorie in divenire sulla pratica del giornalismo come rigenerazione continua non solo sulla base dell’esperienza personale e dell’osservazione diretta all’interno dell’infosfera che ha visto la migrazione storica dall’approccio analogico a quello digitale senza purtroppo costituire un reale miglioramento.

la presse à Gaza volontairement ciblée par Israel

GAZA : UN MASSACRO FINALIZZATO

Centosettanta giornalisti palestinesi uccisi da Israele e dal suo esercito dal 7 ottobre 2023. Il governo israeliano sta uccidendo un giornalista palestinese dopo l’altro che suscita scalpore.

cuba _ drapeau national

Era notte a l’Avana

Viaggio a l’Avana dove il tempo si è fermato fra i rottami di una guerra fredda insostenibile e nell’indifferenza di un occidente che ha interpretato la storia in modo deformato

CORRISPONDENTE, UN LAVORO SPEZZATO ?

Prima di parlare di corrispondenze all’estero, parliamo di cos’è il giornalismo, di chi è un giornalista. Ricordiamolo, appunto, anche perché in molti, in troppi non lo sanno più, o fanno finta di non saperlo più. Il giornalista è il tramite che unisce un fatto a un lettore. Non è il lettore, non è il fatto. Oggi, si confondono i tre ruoli: chi è testimone di un fatto crede di essere perciò pure un giornalista. E invece no, resta un testimone. Il giornalista, perché è un professionista, prende una giusta distanza dal fatto e lo analizza. Come dice a meraviglia il mio amico e collega Paolo Valenti, un giornalista, depositario di storie, sa vedere, sa raccontare e sa amare il mondo.

Una vita per la cultura

Quest’anno festeggio i miei 44 anni di carriera. Era il 1980, quando ho mosso i primi passi nella cultura e, ad oggi, posso dire che il viaggio in cui, senza nessuna contezza dei risultati futuri, mi imbarcavo mi ha portato, come in un’Odissea contemporanea, a toccare mete tutte diverse, esplorare paesi sempre nuovi e ad essere coinvolta in avventure tra le più disparate.